
Il libro brutto dei libri brutti di Auroro Borealo: quando il brutto diventa bellissimo
Hai presente quei libri che trovi nei mercatini, con copertine assurde e titoli che sembrano battute di uno sketch anni ’80? Ecco, Il libro brutto dei libri brutti di Auroro Borealo (insieme a Davide Rossi) parte proprio da lì. Ma invece di prenderli in giro, li celebra.
Auroro ha un talento raro: sa trovare poesia nel trash, fascino nel disastro grafico e un pizzico di magia nei libri che nessuno comprerebbe. Il suo sguardo è ironico ma affettuoso — non giudica, osserva, e ti fa venir voglia di rovistare tra scaffali dimenticati per scoprire piccoli tesori cartacei.
«Tutti i libri hanno la loro dignità — o almeno il loro posto nel mondo.»
Questa frase riassume perfettamente il senso del libro. Ogni volume, anche quello con la copertina più orrenda, racconta una storia: di chi l’ha scritto, di chi l’ha pubblicato, di un’epoca in cui qualcuno ha pensato che “quel titolo lì” fosse una grande idea.
«Non esistono libri brutti: esistono solo libri che non abbiamo ancora imparato ad amare.»
Leggendo Auroro ti accorgi che ridere dei “libri brutti” è solo l’inizio. Dietro c’è una riflessione tenera e un po’ malinconica sul nostro modo di guardare la cultura: sempre pronti a giudicare, raramente a capire.
Insomma, Il libro brutto dei libri brutti è un viaggio spassoso, pieno di stranezze, nostalgia e amore per la carta stampata. Ti fa ridere, pensare e — sorpresa — riscoprire quanto sia bello lasciarsi stupire dal “brutto”.
Se ti interessa leggere questa bellissima mostruosità dai un occhio qui: